sabato 29 novembre 2014

Come NON si deve costruire un pedale boutique.

Questa mattina mi hanno portato un pedale "boutique" (mooolto boutique come vedremo) in permuta per acquistare un'altro pedale.
Il mio cliente l'ha definito "un pedale costruito da un noto costruttore di Milano".
Dopo avergli dato un'occhiata di comune accordo (con il cliente) l'abbiamo valutato ben 5euro e ora vi mostro perchè.
Ovviamente non faccio nomi e non metto foto del frontale visto che c'è la serigrafia (un bel foglio di carta adesiva) e si vede il nome del "noto costruttore di Milano", vi dico solo che è il clone del Wampler Pinnacle DeLuxe che non è proprio un pedale facile visto che è molto propenso alle autooscillazioni e al fruscio e se non si fa un cablaggio allo stato dell'arte diventa un generatore di rumori casuali.
Come mio solito non l'ho nemmeno provato mi sono limitato a smantellarlo e buttarne nel bidone il 90%.

Ecco a voi una bella carrellata di come non si deve montare un pedale (nemmeno se è il vostro primo pedale) :








Ovviamente non faccio commenti visto che sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma usare due pezzi di cannuccia come isolante è veramente da artista.

5 commenti:

  1. Ma quello che vedo è nastro per i pacchi?

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  2. Si è proprio nastro per i pacchi e il tipo ha pure un sito della Madonna con tanto di bellissime foto e video impeccabili.......

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  3. Ma non ci posso credere: è... folle?!

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  4. A me pare più folle chi glieli compra.

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  5. Mi sembra uno di quei lavori fatti da ragazzini che arrotondano assemblando kit già pronti. Se ne trovano tantissimi su mercatinomusicale: Realizzo clone dello ZenDrive, Realizzo clone del TubeDriver, ecc...
    Magari cambiando 2 resistenze per personalizzare un minimo la cosa, ma essenzialmente un lavoro fatto da chi non costruisce pedali per professione.

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