sabato 28 settembre 2013

IN ARRIVO : Shin Ei Companion FY-2 Fuzz clone

Altro mostro sacro dei fuzz giapponesi anni 60/70, ancora usato in un certo genere musicale.
L'hanno usato a varie riprese tra gli altri :
Radiohead
Joy Division
Jesus and Mary Chain

Ovviamente ho trovato i transistor originali giapponesi NOS, i 2SC536.


Ovviamente per i migliori risultati vanno tutti selezionati per un Hfe intorno ai 300/350.
 
 
Approfitto per parlare della selezionatura dei transistor (anche quelli al silicio) portando un aneddoto interessante :
La leggenda dice (ma non solo anche alcune interviste) che i vari tour manager, tecnici di studio, ecc che seguivano i vari mostri sacri inglesi della chitarra negli anni 60 pagassero sottobanco i commessi o i tecnici di quei negozi che importavano direttamente i pedali dagli States o dal Giappone, per selezionare e "mettere da parte" quelli che suonavano meglio.
Questo per il semplice fatto che nessun produttore a quel tempo selezionava i transistor che montava (a quel tempo le apparecchiature per l'analisi o erano in mano ai militari o costavano a peso d'oro e nessuno se le poteva permettere) e quindi le differenze di suono tra un pedale e l'altro, anche dello stesso modello e produttore, variavano in maniera abissale.
Ecco anche il perché della "nascita" dei tecnici specializzati che ti potevano rivoltare come un calzetto qualsiasi pedale, i vari Gary Hurst e Roger Mayer per fare un paio di nomi.
Guarda caso Roger Mayer prima di lavorare per J. Hendrix era stato un tecnico per la marina militare di Sua Maestà e si sà che le tecnologie più innovative prima passano per le mani dei militari.

venerdì 27 settembre 2013

Tycobrahe Octavia / Fulltone OctaFuzz reissue

Eccolo montato, il circuito è quello del Tycobrahe Octavia mitico pedale usato anche da Jimi Hendrix e molto raro, i prezzi per un buon usato arrivano anche a 1000$, però con le migliorie apportate dalla Fulltone nel suo OctaFuzz (più che altro per evitare il pop del TrueBypass).


Il signor Fullertone della Fulltone racconta che cablandone uno si dimenticò di montare uno dei diodi in uscita, il suono generato (per sbaglio) non aveva più nessun effetto di octave ma rimaneva un ottimo fuzz (molto opinabile ma ogni scarrafone è bello a mamma sua).
Ora io capisco che il 90% delle scoperte scientifiche sono frutto di errori in fase sperimentale ma se il signor Newton dopo che gli cadde la storica mela in testa invece di postulare la teoria dell'attrazione gravitazionale si fosse limitato ad asserire che "la mela matura è più buona" ora non lo studieremmo sicuramente a scuola.

Dopo aver avuto qui in laboratorio proprio un Octafuzz portatomi proprio perché non suonava "un gran chè" (a detta del mio cliente) come semplice fuzz e aver visto che non aveva nulla che non andava, una volta che ho messo le mani sulla mia versione ci ho perso un po' di tempo per provare a migliorarlo.

Per prima cosa l'originale montava transistor PNP cioè quelli che hanno bisogno di essere alimentati con una tensione negativa, questo non creava nessun problema al tempo dato che non aveva l'alimentazione esterna (come praticamente tutti i fuzz anni 60).
Il buon Fulltone ha voluto mantenere i transistor originali e quindi il suo pedale non può essere alimentato in catena con altri pedali.
Ma i transistor originali (al silicio) non hanno nulla di speciale (roba da 2 soldi) e non si sente alcuna differenza con i loro sostituti NPN, quindi meglio una piccola differenza dall'originale ma la possibilità di alimentarlo in catena ad altri effetti.

Ora veniamo allo switch, dopo varie prove ho optato per bypassare completamente il trasformatore di uscita e quindi i o meglio il diodo, il risultato è ottimo, migliore di gran lunga di quello ottenibile scollegando il solo diodo alla Fulltone.
A questo punto ho optato per utilizzare un trio di transistor assolutamente vintage e veramente anni 60, un BC309 e 2 BC208 belli selezionati per un Hfe di 300, il suono ne ha giovato non poco.

giovedì 26 settembre 2013

Nuovo Semiconductor Analyser : tutte le caratteristiche di un transistor

Arrivato il nuovo analizzatore di transistor della PEAK, ditta inglese che costruisce (non in Cina, guarda caso sono made in UK) i migliori tester moderni per transistor al germanio (e non solo), l'Atlas DCA75 Pro.
Avevo già il modello precedente l'Atlas DCA55, ma il nuovo ha un sacco di possibilità in più, tra cui la possibilità di collegarlo al PC e far disegnare direttamente sul monitor le curve caratteristiche dell'oggetto del test.


I molti non sapranno che non è sufficiente il "prova transistor" presente ormai in tutti i Tester (multimetri) anche da 2 soldi, per il semplice fatto che non viene testato il lekeage.
Nei testerini da 2 soldi il lekeage viene sommato in maniera strampalata al valore di Hfe letto e quindi la misura è oltremodo inutile e fuorviante, per esempio ad un transistor con Hfe reale di 80 e 120uA (valore normalissimo) di Lekeage viene letto un falso Hfe di circa 200.
Ovviamente per i moderni transistor al silicio che lekeage non ne hanno la lettura è abbastanza precisa (ovviamente in funzione di quanto è costato, quello da 10euro del supermercato non è affidabile come un Fluke da 200euro).

Ecco le schermate da PC di un NKT275 :

 

E le sue caratteristiche in funzione della polarizzazione (BIAS)


Ovviamente anche questo analizzatore ha le sue limitazioni, più date dal target di vendita che da difetti dallo stesso.
Per esempio non è possibile cambiare la corrente di catodo Ic che è fissa e di un valore molto distante da quello reale di un fuzz, per ovviare bisogna fare la lettura diretta sul grafico e perde l'immediatezza e la precisione.

Quindi volente o nolente il mio fido Analizzatore della AVO del 1968 rimane il migliore, posso settare tutti i parametri di tensione e corrente come sul circuito su cui devono essere montati i transistor da testare.



Costruire Fuzz sembra semplice dato che ci sono 10 componenti in croce, ma è effettivamente un lavoro che obbliga a grossi investimenti di soldi, tempo e pazienza se si vuole avere un risultato che salga sopra ai soliti standard dell'autocostruzione o della faciloneria della produzione industriale.

martedì 24 settembre 2013

Nuovo Video : Univox SuperFuzz / Unicord UniFuzz / Shaftsbury DuoFuzz / Shin-Ei FY-6 clone

Video per il clone dell' Univox Super Fuzz, Shaftsbury Duo Fuzz ecc ecc.
Registrato proprio con un basso 5 corde.



P.S. anche l'Ibanez costruiva un pedale estremamente simile, lo Standard Fuzz, e utilizzava lo stesso circuito anche nel suo famoso Wha Fuzz.
Unica differenza, per risparmiare un transistor utilizzava un FET in ingresso per avere la giusta impedenza senza utilizzare un inseguitore (cathode follower) come secondo transistor.

venerdì 20 settembre 2013

Univox SuperFuzz / Unicord UniFuzz / Shaftsbury DuoFuzz / Shin-Ei FY-6 clone

Potrei continuare a trovare altri pedali che hanno lo stesso identico (o quasi) circuito, probabilmente un'unica ditta costruiva lo stesso pedale per vari distributori.

Costruito tra fine anni 60 e inizio anni 70 in primis dalla Univox in Giappone, esatto proprio quella dell'Univibe.
E' un Fuzz/Octave molto particolare, per chitarra è abbastanza difficile usarlo, l'ottava generata non è in tono con la nota e quindi suonando degli accordi che vanno oltre al semplice Power Chord fanno sembrare la chitarra completamente scordata.
Per basso invece è un mostro, anche al massimo della distorsione i bassi generati sono devastanti, se non l'avessero progettato più di 45 anni fa direi che è stato pensato con il NU Metal in mente, si digerisce corde da 130 in detune come fossero bruscolini.


Lo switch centrale seleziona 2 tagli di tono estremamente diversi tra loro, uno strapieno di bassi e uno medioso.


Ovviamente ho trovato i transistor originali giapponesi 2SC828 (guarda caso gli stessi dell'UniVibe) e gli originali diodi al germanio.